Cardiologia News

 

 

Sindromi coronariche acute ed impiego degli inibitori Gp IIb/IIIa: somministrazione di routine a monte o differita e selettiva ?

Nei pazienti con sindromi coronariche acute a rischio moderato ed alto, sottoposti ad una precoce strategia di intervento invasivo, le attuali lineeguida raccomandano la somministrazione di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa ( Gp IIb/IIIa ) a tutti i pazienti prima dell’angiografia...(Leggi)

Rapidi effetti immunomodulatori della Rosuvastatina nei pazienti con sindrome coronarica acuta

Le statine, note anche come inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, riducono la mortalità cardiovascolare e la morbilità nei pazienti con sindrome coronarica acuta.Non è ben definito quanto rapidamente le statine esercitino i loro effetti favorevoli nei pazienti con sindrome coronarica acuta e...(Leggi)

Sindromi coronariche acute: minore incidenza di emorragia maggiore con Bivalirudina

Le lineeguida per i pazienti con sindromi coronariche acute sia moderate che ad alto rischio raccomandano un precoce approccio invasivo con concomitante terapia antitrombotica tra cui Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ), Clopidogrel ( Plavix ), Eparina a basso peso molecolare...(Leggi)

Studio ERICA: la Ranolazina in associazione all’Amlodipina riduce gli episodi anginosi nei pazienti non responder ai calcioantagonisti

L’obiettivo dello studio ERICA ( Efficacy of Ranolazine in Chronic Angina ) migliora l’angina nei pazienti con malattia coronarica stabile con sintomi persistenti nonostante il dosaggio massimo raccomandato di Amlodipina ( Norvasc ).
Allo studio hanno preso parte pazienti con 3...(Leggi)

Abciximab riduce il rischio di eventi avversi nei pazienti con sindromi coronariche acute sottoposti a PCI dopo pretrattamento con Clopidogrel

Lo studio ISAR-REACT-2 ( Intracoronary Stending and Antithrombotic Regimen: Rapid Early Action for Coronary Treatment 2 ) ha valutato se Abciximab ( ReoPro ) sia associato a benefici clinici nei pazienti ad alto rischio con sindromi coronariche acute ( ACS...(Leggi)

Eventi cardiaci nei pazienti ad alto rischio con sindromi coronariche acute nonostante il trattamento aggressivo

Lo studio SYNERGY di confronto tra Enoxaparina ( Clexane/Lovenox ) e l’Eparina non frazionata nei pazienti con sindromi coronariche acute ( ACS ), ad alto rischio, ha mostrato che l’Enoxaparina non è inferiore all’Eparina non frazionata nel ridurre la morte...(Leggi)

La terapia con le statine non dovrebbe essere interrotta durante l’ospedalizzazione per infarto miocardico

E’ stato ipotizzato che la sospensione della terapia con le statine durante la sindrome coronarica acuta possa ridurre i benefici del pretrattamento.I Ricercatori del National Registry of Miocardial Infarction hanno compiuto uno studio osservazionale, confrontando le caratteristiche cliniche e demografiche...(Leggi)

Fasudil, un inibitore della Rho-chinasi, nel trattamento dell’angina stabile

L’inibizione della Rho-chinasi permette ai vasi sanguigni di rilassarsi e di aumentare il rifornimento di sangue al tessuto cardiaco.
Il Fasudil è un inibitore della Rho-chinasi.
Una forma endovenosa del Fasudil è stata approvata in Giappone fin dal 1995 ed...(Leggi)

Effetto antianginoso addizionale della Ranolazina nei pazienti con forma grave di angina cronica

La Ranolazina esercita il suo effetto antianginoso mediante la parziale inibizione dell’ossidazione degli acidi grassi.
I Ricercatori del CARISA ( Combination Assessment of Ranolazine In Stable Angina ) hanno valutato se la Ranolazina fosse in grado di migliorare il...(Leggi)

La somministrazione dei nitrati può essere interrotta nei pazienti con malattia coronarica emodinamicamente stabile da almeno 3 mesi e privi di sintomi anginosi

Sono state studiate le conseguenze della sospensione dei nitrati nei pazienti con malattia coronarica emodinamicamente stabile da almeno 3 mesi e privi di sintomi anginosi.
Un totale di 120 pazienti sono stati arruolati.
Ad 80 pazienti è stata sospesa la somministrazione di...(Leggi)

Non sono chiari gli effetti del Tirofiban nelle donne con sindromi coronariche acute

Lo studio ha valutato l’effetto del Tirofiban ( Aggrastat ) tra le donne con sindromi coronariche acute.
E’ stata compiuta un’analisi post hoc di tutte le donne arruolate nello studio PRISM-PLUS.
Nella prima fase era emersa una riduzione dell’endpoint composito primario di...(Leggi)

L’Aspirina con o senza il Clopidogrel , nella prevenzione cardiovascolare dei pazienti con sindrome coronarica acuta

I Ricercatori dello studio CURE ( Clopidogrel in Unstable Angina to Prevent Recurrent Events ) hanno studiato i benefici ed i rischi di aggiungere il Clopidogrel ( Plavix ) a differenti dosaggi di Aspirina nel trattamento dei pazienti con sindrome...(Leggi)

Nei pazienti con sindrome coronarica acuta il prolungato pretrattamento antitrombotico peggiora l’outcome rispetto al trattamento di breve durata

Uno studio compiuto in Germania ha valutato se un pretrattamento antitrombotico prolungato migliorasse l’outcome ( esito) nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti ad intervento di cateterizzazione.
Sono stati ammessi allo studio pazienti con sintomi di angina instabile associata a sottoslivellamento...(Leggi)

Studio EVET : l’Enoxaparina più efficace della Tinzaparina nel trattamento dei pazienti con sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento ST

Lo studio ha confrontato due eparine a basso peso molecolare, Enoxaparina ( Clexane ) e Tinzaparina ( Innohep ), nel trattamento delle sindrome coronariche acute senza sopraslivellamento ST.
Un totale di 438 pazienti è stato assegnato in modo random al trattamento...(Leggi)

L’Ivabradina , un inibitore della corrente If, risulta efficace e sicura nel breve periodo nei pazienti con angina stabile

L’Ivabradina ( Procoraban ) è un farmaco che riduce la frequenza cardiaca, agendo in modo specifico sul nodo seno-atriale.
Appartiene ad una nuova classe , quella degli inibitori della corrente If.
Un totale di 360 pazienti con storia di angina cronica stabile...(Leggi)

L’effetto favorevole dell’Abciximab nei pazienti con angina instabile refrattaria ed elevata troponina T, sottoposti a PTCA , perdura nel tempo

Il trattamento con l’antagonista del recettore della glicoproteina IIb/IIIa prima e durante l’intervento coronarico nell’angina instabile refrattaria produce un miglioramento dell’outcome (esito) precoce.
I Ricercatori del Thoraxcentre dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam in Olanda hanno valutato se l’effetto favorevole dell’Abcixumab perdurasse...(Leggi)

Studio GUSTO IV-ACS : l’Abciximab non presenta benefici sulla sopravvivenza ad 1 anno nei pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST

Lo Studio GUSTO IV – ACS ( Global Use of Strategies To Open Occluded Coronary Arteries IV – Acute Coronary Syndrome ) ha valutato gli effetti nel lungo periodo dell’inibitore della glicoproteina IIb/IIIa, Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con...(Leggi)

Studio PROSPER : la Pravastatina ha ridotto il rischio di malattia coronarica nelle persone anziane

Lo studio PROSPER ( Prospective Study of Pravastatin in the Elderly at Risk ) ha valutato I benefici della Pravastatina ( Pravaselect , Selectin ) un farmaco ipocolesterolemizzante, nel trattamento delle persone anziane con malattia...(Leggi)

I beta bloccanti riducono la mortalità dopo intervento coronarico percutaneo

E’ stato dimostrato che i beta bloccanti riducono la mortalità dopo infarto miocardico.
Esistono pochi dati riguardo al ruolo dei beta bloccanti dopo intervento coronarico percutaneo ( PCI ).
I Ricercatori della Cleveland Clinic Foundation hanno tenuto sotto osservazione...(Leggi)

PREVENIR Survey : prevenzione secondaria nei pazienti con sindromi coronariche acute

Lo studio eseguito presso l’Hôpital Européen Georges Pompidou a Parigi , ha confrontato la prevenzione secondaria nei pazienti con sindromi coronariche acute, sottoposti ad intervento coronarico percutaneo ( PCI ) o a trattamento farmacologico standard.
Dei 1.394 pazienti...(Leggi)

Gli Ace inibitori o i sartani non riducono l’incidenza di fibrillazione atriale dopo chirurgia cardiotoracica

Una recente meta-analisi ha dimostrato che gli Ace inibitori ed i bloccanti il recettore dell’angiotensina ( noti anche come sartani ) riducono l’incidenza di fibrillazione atriale di nuova insorgenza di quasi il 50%.Tuttavia la capacità degli Ace inibitori e dei...(Leggi)

Efficacia della terapia profilattica con Amiodarone nel periodo peri-operatorio nei pazienti ad alto rischio per fibrillazione atriale dopo bypass coronarico

La fibrillazione atriale si presenta spesso dopo bypass coronarico ( CABG ) e può comportare un aumento della morbidità e della mortalità.
Ricercatori tedeschi della Duisburg-Essen University hanno valutato se la somministrazione peri-operatoria profilattica dell’Amiodarone fosse in grado di ridurre l’incidenza...(Leggi)

L’Amiodarone più efficace di altri antiaritmici nella prevenzione della fibrillazione atriale persistente

Medici del Dipartimento di Cardiologia della Medical University of Warsaw in Polonia hanno valutato l’efficacia della terapia antiaritmica sequenziale nel mantenimento del ritmo sinusale dopo cardioversione avvenuta con successo nei pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare persistente.Hanno preso parte allo studio...(Leggi)

Prevenzione della fibrillazione atriale con Ace-inibitori e sartani

Ricercatori canadesi hanno compiuto un’analisi di studi clinici che hanno valutato gli Ace inibitori o i bloccanti il recettore dell’angiotensina, detti anche sartani, nella prevenzione della fibrillazione atriale.Gli Ace inibitori ed i sartani riducono la morbidità e la mortalità nei...(Leggi)

L’Amiodarone più efficace del Sotalolo nel mantenimento del ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale

Il trattamento farmacologico per ripristinare e mantenere il ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale rimane controverso.Lo studio SAFE-T ( Sotalol Amiodarone Atrial Fibrillation Efficacy Trial ) ha valutato due farmaci antiaritmici, il Sotalolo ( Sotalex ) e l’Amiodarone (...(Leggi)

Associazione di terapia anticoagulante ed antiggregante piastrinica nei pazienti con fibrillazione atriale valvolare e non valvolare

Uno studio clinico ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una combinazione di terapia anticoagulante di intensità moderata e di terapia antiaggregante piastrinica nei pazienti con fibrillazione atriale associata a fattori di rischio noti o a stenosi mitralica.Lo studio, eseguito...(Leggi)

Profilassi tromboembolica nella fibrillazione atriale non-reumatica

Gli studi clinici hanno dimostrato che la terapia antitrombotica nei pazienti con fibrillazione atriale non-reumatica presenta dei vantaggi nel prevenire l’ictus.
Tuttavia l’impiego del Warfarin è ancora lontano dall’ottimale.
Uno studio retrospettivo su 506 pazienti con fibrillazione atriale parossistica non-reumatica o...(Leggi)

Nessuna differenza tra Flecainide ed Ibutilide, nella cardioversione a ritmo sinusale della fibrillazione atriale

Uno studio ha confrontato l’efficacia e la sicurezza della Flecainide ( Almarytm ) e dell’Ibutilide ( Corvert ) nella cardioversione della fibrillazione atriale.
Un totale di 207 pazienti con fibrillazione atriale di recente insorgenza ( < 48 ore ) sono...(Leggi)

Fibrillazione atriale, l’Azimilide sicura ed efficace nei pazienti post-infartuati con disfunzione ventricolare sinistra

Lo studio ALIVE ( Azimilide Postinfarct Survival Evaluation ) ha valutato la sicurezza e l’efficacia dell’antiaritmico Azimilide, nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico.
Sono stati studiati 3.381 pazienti post-infartuati, 78% maschi, di età media 60 anni, con...(Leggi)

Enalapril facilita il mantenimento del ritmo sinusale dopo cardioversione estrerna della fibrillazione atriale cronica

L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare se l’Ace inibitore Enalapril fosse in grado di migliorare l’esito della cardioversione e facilitare il mantenimento del ritmo sinusale dopo conversione della fibrillazione striale cronica.
Un totale di...(Leggi)

Il Warfarin è molto efficace nel prevenire l’ictus ischemico nei pazienti con fibrillazione atriale nella pratica clinica

Studi clinici hanno mostrato che il Warfarin è molto efficace nel prevenire il tromboembolismo nella fibrillazione atriale.
L’obiettivo dello studio eseguito in California è stato quello di verificare l’efficacia e la sicurezza del Warfarin nella...(Leggi)

Studio SPORTIF III : promettenti risultati per lo Ximelagatran nella prevenzione dell’ictus e di eventi embolici nei pazienti con fibrillazione atriale.

Lo studio multicentrico SPORTIF III ( Stroke Prevention by Oral Thrombin Inhibitor in Atrial Fibrillation ) ha coinvolto pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare, e con almeno un altro fattore di rischio per l’ictus ( un precedente ictus, una...(Leggi)

Le statine riducono l’incidenza di fibrillazione atriale nei pazienti con malattia coronarica

Ricercatori del Lown Cardiovascular Research Foundation a Brookline (USA) hanno studiato in modo prospettico 449 pazienti di età compresa tra 40 ed 87 anni, con malattia coronarica cronica, stabile, senza una precedente storia di fibrillazione atriale.
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Studio AFFIRM : il controllo della frequenza presenta dei vantaggi rispetto al controllo del ritmo sinusale nel trattamento della fibrillazione atriale

Esistono due approcci al trattamento della fibrillazione atriale: uno è la cardioversione e successivo trattamento con farmaci antiaritmici per il mantenimento del ritmo sinusale, mentre l’altro consiste nell’impiego di farmaci che controllano la frequenza a livello del nodo...(Leggi)

Impiego dell’Irbesartan nel mantenimento del ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione persistente

Studi clinici con gli Ace inibitori hanno dimostrato che il sistema renina-angiotensina-aldosterone gioca un ruolo nel rimodellamento dell’atrio nella fibrillazione atriale.
Uno studio condotto dai Ricercatori dell’Arrhythmia Unit del Ramon y Cajal Hospital all’Alcala University di Madrid ha...(Leggi)

Il pretrattamento con il Verapamil riduce le recidive di fibrillazione atriale dopo cardioversione farmacologica

Uno studio prospettico ha valutato l’effetto del pretrattamento con il calcioantagonista Verapamil ( Isoptin ) nella cardioversione farmacologica dopo una recidiva di fibrillazione atriale.
Un totale di 83 pazienti con recidiva precoce di fibrillazione atriale sono stati assegnati...(Leggi)

Mantenimento del ritmo sinusale con terapia antiaritmica dopo ablazione e pacing nei pazienti con fibrillazione atriale parossistica

I pazienti con fibrillazione atriale che non rispondono alla terapia farmacologica vengono di norma sottoposti ad ablazione e a terapia con pacing.
Tuttavia dopo l’ablazione in un’alta percentuale di pazienti si sviluppa una fibrillazione atriale permanente.
Lo scopo...(Leggi)

Amiodarone versus Sotalolo nella profilassi della fibrillazione/flutter atriale dopo intervento cardiochirurgico

Dopo un intervento cardiochirurgico l’incidenza di aritmie sopraventricolari rimane alta.
Le più comuni aritmie post-operatorie sono la fibrillazione ed il flutter atriale.
Diversi studi clinici hanno dimostrato che l’Amiodarone ed il Sotalolo sono entrambi farmaci efficaci nel ridurre la...(Leggi)

Prevenzione della fibrillazione atriale dopo intervento cardiochirurgico

La fibrillazione atriale è un fenomeno comune dopo intervento cardiochirurgico con un’incidenza del 10-53%.
Recenti evidenze hanno suggerito che l’Amiodarone può fornire un’efficace profilassi contro la fibrillazione atriale in molti pazienti sottoposti ad operazione cardiochirurgica.
Lo studio ha...(Leggi)

La risposta alla Flecainide per infusione predice l’efficacia nel lungo periodo della terapia ibrida farmaco-ablativa nei pazienti con fibrillazione atriale

I Ricercatori del Laboratorio Elettrofisiologico di Maddaloni (Italia) hanno valutato se la risposta alla Flecainide per via endovenosa possa identificare i pazienti con fibrillazione atriale da sottoporre a terapia ibrida farmaco-ablativa.
Atorvastatina ad alto dosaggio riduce l’incidenza di ictus totale nei pazienti con ictus o TIA

Le statine riducono l’incidenza di ictus tra i pazienti ad aumentato rischio di malattia cardiovascolare.
Lo studio SPARCL ( Stroke Prevention by Aggressive Reduction in Cholesterol Levels ) ha valutato se le statine fossero in grado di ridurre il rischio di...(Leggi)

Il trattamento con statine migliora gli outcome dell’ictus ischemico acuto

Le statine, dette anche inibitori dell’HMG-CoA redattasi, riducono il rischio di recidiva di ictus, ma i benefici di questi farmaci nel migliorare l’outcome nei pazienti con ictus acuto rappresentano un campo ancora poco esplorato.
Ricercatori dell’ University of Massachusetts Medical School...(Leggi)

Il Solfato di Magnesio riduce l’ischemia cerebrale tardiva dopo emorragia subaracnoidea

In modelli murini è stato osservato che il Magnesio reverte il vasospasmo cerebrale e riduce la dimensione dell’infarto dopo emorragia subaracnoidea sperimentale.Presso l’University Medical Center di Utrecht, in Olanda, è stato compiuto uno studio allo scopo di valutare se il...(Leggi)

Il Folato e la Vitamina B12 riducono il rischio di fratture dell’anca nei pazienti anziani dopo ictus

L’iperomocisteinemia è un fattore di rischio per l’ictus ischemico e per le fratture osteoporotiche negli uomini e nelle donne anziane.Il trattamento con Folato e con vitamina B12 ( Mecobalamina ) può migliorare l’iperomocisteinemia.Ricercatori giapponesi hanno valutato se il trattamento con...(Leggi)

Il trattamento con rFVIIa entro 4 ore dall’emorragia intracerebrale riduce la mortalità e migliora l’outcome funzionale

L’emorragia intracerebrale è associata ad alta mortalità.Tra i pazienti che si sottopongono a tomografia computerizzata ( CT ) entro 3 ore dall’inizio dell’emorragia intracerebrale, un terzo presenta un aumento dell’ematoma, come conseguenza dell’emorragia.Uno studio coordinato da Ricercatori della Columbia University...(Leggi)

Impiego delle statine nel trattamento dell’ischemia cerebrale

L’FDA ( Food and Drug Administration ) dal 2003, sulla base dei risultati dell’Heart Protection Study, prevede l’impiego delle statine nell’ictus e nella malattia cerebrovascolare.Ricercatori dell’UCLA Medical Center di Los Angeles hanno condotto uno studio osservazionale su 100 pazienti con...(Leggi)

Le statine riducono l’incidenza di ictus nei pazienti con o senza malattia coronarica

Una meta-analisi ha valutato se la riduzione del colesterolo con farmaci, quali le statine, i fibrati, le resine o con la dieta o l’assunzione di acidi grassi n-3, fosse in grado di prevenire l’ictus non fatale e fatale nei pazienti...(Leggi)

L’ACE-inibitore Perindopril migliora la reattività vasomotoria cerebrale nei pazienti con infarto lacunare

C’è una crescente evidenza che l’inibizione farmacologica del sistema renina-angiotensina possa ridurre il rischio di ictus, sebbene non sia chiaro il meccanismo.
Un’alterata reattività dei vasi cerebrali è stata recentemente riconosciuta come fattore di rischio per l’insorgenza di ictus.
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L’Acarbosio rallenta la progressione dell’ispessimento dell’intima-media delle arterie carotidee nei soggetti con alterata tolleranza al glucosio

Un’alterata tolleranza al glucosio ( IGT, Impaired Glucose Tolerance ) , una fase pre-diabetica , rappresenta un’importante fattore di rischio per l’aterosclerosi.
Nello studio clinico , STOP-NIDDM , l’Acarbosio ( GlucoBay ) , un inibitore...(Leggi)

La terapia con antiaggreganti piastrinici nella prevenzione dell’ictus e di altri eventi vascolari dopo endarterectomia carotidea

E’stata compiuta una revisione per valutare la sicurezza dei farmaci antiaggreganti piastrinici ed i benefici dopo l’endarterectomia dell’arteria carotidea interna.
Sono stati individuati 6 studi clinici, che hanno coinvolto 907 pazienti.
Dall’analisi è emerso che i farmaci antiaggreganti piastrinici riducono...(Leggi)

 

Studio Heart Protection Study : la Simvastatina riduce il rischio di ictus

Lo studio HPS ( Heart Protection Study ) ha valutato l’effetto delle statine, farmaci che abbassano il colesterolo, sull’incidenza dell’ictus.
Questo studio con follow-up 5 anni, ha mostrato che la Simvastatina produce una significativa riduzione dell’ictus ischemico.
Inoltre la terapia...(Leggi)

Il trattamento con antidepressivi nella fase precoce post-ictus aumenta la sopravvivenza nei pazienti depressi ed in quelli senza depressione

La depressione aumenta l’incidenza di mortalità nei 5 anni successivi ad un ictus.
E’ stato valutato se il trattamento antidepressivo fosse in grado di ridurre la mortalità post-ictus.
Il periodo di osservazione ( follow-up...(Leggi)

Il Candesartan riduce l’incidenza di ictus non fatale nei pazienti anziani con ipertensione lieve-moderata

Lo Studio SCOPE ( Study on Cognition and Prognosis in the Elderly ) ha valutato se il trattamento antipertensivo con l’antagonista del recettore dell’angiotensina II, Candesartan ( Ratacand ) nei pazienti anziani con pressione arteriosa lievemente-moderatamente elevata potesse...(Leggi)

Inefficacia del Dipiridamolo nella prevenzione secondaria degli eventi vascolari

L’Aspirina ha dimostrato di ridurre l’incidenza di eventi vascolari ( morte per cause vascolari, ictus non fatale, infarto miocardico non fatale ) del 13% nei pazienti con ischemia cerebrale.
Ricercatori della University Medical Center di Utrecht...(Leggi)

La terapia ipolipemizzante riduce l’incidenza di ictus nei pazienti con malattia coronarica

I Ricercatori del Servizio di Farmacologia del Centro Ospedaliero Universitario Pitie-Salpetriere a Parigi hanno analizzato gli effetti della terapia di riduzione dei lipidi sulla prevenzione dell’ictus.
E’ stata condotta una meta-analisi su 83 studi clinici, che...(Leggi)

Prevenzione secondaria dell’ictus : l’Aspirina a basso dosaggio o nella formulazione gastroprotetta garantisce un effetto antiaggregante piastrinico ?

Nel corso del 28th International Stroke Conference 2003 dell’American Stroke Association , tenutosi a Phoenix in Usa , i Ricercatori del Northwestern Memorial Hospital di Chicago hanno studiato i pazienti che stavano assumendo Aspirina , valutando se i dosaggi...(Leggi)

Abciximab nel trattamento dell’ictus ischemico acuto : promettenti i risultati dello studio AbESTT

I risultati dello studio di fase clinica III , AbESTT ( Abciximab in Emergent Stroke Treatment Trial ) , presentato al 28th International Stroke Conference dell’American Stroke Association a Phoenix in Arizona , sembrano aver riaperto una speranza nel trattamento...(Leggi)

L’Atorvastatina riduce l’incidenza di ictus nei pazienti con sindromi coronariche acute

L’Atorvastatina ( Lipitor) , un farmaco ipocolesterolemizzante , è in grado di ridurre l’incidenza di ictus del 50% nei pazienti con sindromi coronariche acute.
Questo è il risultato di una sottoanalisi dello studio MIRACL ( Myocardial Ischemia Reduction with...(Leggi)

Il Ramipril riduce il rischio di ictus nei pazienti ad aumentato rischio di eventi cardiovascolari

E’ stato pubblicato sul British Medical Journal ( BMJ 2002; 324: 699 ) un’analisi riguardante 9.297 pazienti ad elevato rischio cardiovascolare, che hanno partecipato allo studio HOPE (Heart Outcomes Prevention Evaluation ).
In questi pazienti il...(Leggi)

L’esperienza di Houston nel trattamento dell’ictus ischemico acuto con tPA

Vincenzo Nardozza, Specialista in Neurologia Sul recente numero di dicembre 2001 di Arch.
Neurol.(2001;58:2009-2013) sono stati pubblicati i risultati di un'esperienza di 4 anni nel trattamento con tPA di pazienti con stroke ischemico.
Benefici di Abciximab nei pazienti con infarto STEMI sottoposti ad intervento coronarico primario ed impianto di stent

Una meta-analisi ha valutato l’effetto dell’inibizione della glicoproteina IIb/IIIa nell’impianto di stent coronarico in pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ).
La meta-analisi è stata compiuta utilizzando i dati degli studi ISAR-2, ADMIRAL ed ACE.
L’end point primario...(Leggi)

Infarto STEMI: Pexelizumab non ha modificato la mortalità nei pazienti sottoposti ad intervento PCI

La riperfusione mediante intervento coronarico transluminale percutaneo ( PCI ) è efficace nel migliorare gli outcome ( esiti ) nei pazienti con infarto STEMI ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST ).
Tuttavia, nei pazienti nei quali non si riesce ad ottenere...(Leggi)

Infarto STEMI: la combinazione Tenecteplase ed Enoxaparina o Abciximab meno efficace e meno sicura nei pazienti anziani

I pazienti anziani con infarto miocardico acuto ( IMA ) sono a rischio particolarmente alto di sanguinamento e morte.
L’efficacia e la sicurezza delle strategie antitrombotiche in questi pazienti non è chiara.
Ricercatori coordinati da Peter R.
Sinnaeve dell’University Hospital Gasthuisberg di Lovanio,...(Leggi)

Studio OASIS-6: Fondaparinux riduce la mortalità ed il reinfarto nei pazienti con infarto miocardico e sopraslivellamento ST

La mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ) rimane alto.
Il ruolo dell’aggiunta dei farmaci antitrombotici alla terapia riperfusionale non è ben definito.
I Ricercatori dello studio OASIS-6 ( Organization for the Assessment of Strategies for...(Leggi)

I benefici di Abciximab nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST sottoposti ad impianto di stent durano 3 anni

Lo studio ADMIRAL ( Abciximab Before Direct Angioplasty and Stenting in Myocardial Infarction Regarding Acute and Long-Term Follow-up ) ha dimostrato che l’inibizione precoce del recettore della glicoproteina IIb/IIIa ( GP IIb/IIIa ) con Abciximab ( ReoPro ) ha migliorato...(Leggi)

Benefici del Clopidogrel associato all’Aspirina nei pazienti con infarto miocardico acuto

Nonostante i miglioramenti nel trattamento d’emergenza dell’infarto miocardico, la mortalità e la morbilità restano alte.
L’antiaggregante piastrinico Clopidogrel ( Plavix ) associato all’Acido AcetilSalicilico ( Aspirina ) ha prodotto beneficio nel trattamento delle sindromi coronariche senza sopraslivellamento ST, ma i suoi...(Leggi)

L’Enalapril sopprime il rimodellamento ventricolare dopo infarto miocardico acuto in modo più efficiente rispetto al Losartan

Il rimodellamento ventricolare dopo infarto miocardico acuto è associato ad un’aumentata morbilità e mortalità.
Lo studio ELITE II ha mostrato che il Losartan ( Cozaar ), un bloccante il recettore dell’angiotensina II, produce un beneficio sulla sopravvivenza dello stesso grado del...(Leggi)

Efficacia del pretrattamento con Clopidogrel prima dell’intervento coronarico percutaneo nei pazienti con infarto miocardico trattati con fibrinolitici

Resta motivo di discussione l’effetto del pretrattamento con Clopidogrel ( Plavix ) prima di un intervento coronarico percutaneo ( PCI ).
Uno studio ha valutato se il beneficio del pretrattamento con Clopidogrel prima di un intervento coronarico percutaneo nei pazienti con...(Leggi)

Abciximab associato all’angioplastica primaria nell’infarto miocardico STEMI

I benefici di Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST ( STEMI ) sono ancora tema di dibattito.Per meglio chiarire il ruolo di Abciximab nei pazienti con STEMI è stata compiuta una meta-analisi.Sono stati analizzati...(Leggi)

Studio CREATE: il trattamento con Reviparina associato alla terapia trombolitica riduce la mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto

L’obiettivo dello studio CREATE è stato quello di valutare il trattamento con Reviparina nei pazienti con infarto miocardico acuto ( AMI ).La Reviparina ( Clivarina ) è un’eparina a basso peso molecolare.I pazienti sono stati assegnati in modo random a...(Leggi)

Il lavoro è...(Leggi)

 

Ipertensione: Ramipril associato a Candesartan migliora le risposte vascolari e metaboliche in misura maggiore rispetto alla monoterapia

L’associazione di un Ace-inibitore, Ramipril ( Unipril ), con un bloccante del recettore dell’angiotensina, Candesartan ( Ratacand ), migliora la risposta vascolare e metabolica in misura maggiore rispetto ad un singolo farmaco nei pazienti con ipertensione.Lo studio in cross-over ha...(Leggi)

Effetto del Candesartan sul rimodellamento ventricolare sinistro e carotideo nei pazienti con ipertensione

Il trattamento a base di un bloccante il recettore dell’angiotensina ( sartano ) è in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari e l’ictus in misura maggiore rispetto al trattamento a base di beta-bloccante, nonostante che i due farmaci riducano in...(Leggi)

Efficacia dell’associazione Iloprost e Bosentan nei pazienti con ipertensione polmonare

Uno studio, coordinato da Ricercatori dell’University of Michigan ad Ann Arbor, negli Stati Uniti, ha valutato la sicurezza e l’efficacia dell’aggiunta di Iloprost ( Ventovis ) per aerosol, un analogo della prostaciclina, al Bosentan ( Tracleer ), un antagonista del...(Leggi)

Exforge nel trattamento dell’ipertensione

I primi dati di uno studio clinico di fase III hanno mostrato che i pazienti affetti da ipertensione trattati con l’associazione Amlodipina e Valsartan ( Exforge ) vanno incontro a marcata riduzione della pressione sanguigna.
Exforge è il primo farmaco antipertensivo...(Leggi)

Studio TROPHY: fattibilità del trattamento della preipertensione con Candesartan

La preipertensione è considerata un precursore dell’ipertensione stadio 1 ed un predittore di alto rischio cardiovascolare.
I Ricercatori dello studio TROPHY ( Trial of Preventing Hypertension ) hanno verificato se il trattamento farmacologico della preipertensione sia in grado di prevenire o...(Leggi)

I diuretici più efficaci dei calcioantagonisti nel prevenire l’insufficienza cardiaca nei pazienti con ipertensione

L’ipertensione è una delle principali cause di insufficienza cardiaca e la precede nel 91% dei casi.
Lo studio ALLHAT ( The Anthypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial ) ha valutato l’effetto del Clortalidone, Lisinopril e dell’Amlodipina nella prevenzione...(Leggi)

Ipertensione essenziale lieve-moderata: maggiore efficacia antipertensiva del Candesartan 8mg rispetto al Losartan 50mg

Uno studio, compiuto da Ricercatori del Grenoble University Hospital ( Francia ), ha confrontato l’efficacia di Candesartan ( Acatand/Ratacand ) 8mg con quella di Losartan ( Cozaar/Lortaan ) 50mg, una volta al giorno per 6 settimane, nei pazienti con ipertensione...(Leggi)

Aliskiren è superiore al placebo nel ridurre l’ipertensione lieve-moderata

Aliskiren è un’inibitore della renina che viene somministrato per os.
Uno studio che ha interessato 672 pazienti con ipertensione lieve-moderata ( definita come pressione diastolica a riposo di 95-110mmHg ) ha valutato diversi dosaggi di Aliskiren ( 150mg, 300mg e 600mg,...(Leggi)

Ipertensione arteriosa polmonare sintomatica: i benefici del Sildenafil

Il Sildenafil ( Viagra ) inibisce la fosfodiesterasi di tipo 5, un enzima che metabolizza la GMP ( guanosina monofosfato ) ciclica, favorendo il rilassamento mediato dalla GMP ciclica e l’inibizione della crescita delle cellule della muscolatura liscia vascolare, comprese...(Leggi)

Efficacia anti-ipertensiva di Aliskiren, un inibitore della renina

Uno studio ha valutato l’effetto antipertensivo di un nuovo inibitore della renina, Aliskiren, nei confronti del placebo e di un antagonista del recettore dell’angiotensina II ( sartano ).Lo studio, multicentrico, ha arruolato 652 pazienti con ipertensione lieve–moderata ( pressione diastolica...(Leggi)

 

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