Nei pazienti con sindromi coronariche acute a rischio moderato ed alto, sottoposti ad una precoce strategia di intervento invasivo, le attuali lineeguida raccomandano la somministrazione di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa ( Gp IIb/IIIa ) a tutti i pazienti prima dell’angiografia...(Leggi)
Le statine, note anche come inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, riducono la mortalità cardiovascolare e la morbilità nei pazienti con sindrome coronarica acuta.Non è ben definito quanto rapidamente le statine esercitino i loro effetti favorevoli nei pazienti con sindrome coronarica acuta e...(Leggi)
Le lineeguida per i pazienti con sindromi coronariche acute sia moderate che ad alto rischio raccomandano un precoce approccio invasivo con concomitante terapia antitrombotica tra cui Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ), Clopidogrel ( Plavix ), Eparina a basso peso molecolare...(Leggi)
L’obiettivo dello studio ERICA ( Efficacy of Ranolazine in Chronic Angina ) migliora l’angina nei pazienti con malattia coronarica stabile con sintomi persistenti nonostante il dosaggio massimo raccomandato di Amlodipina ( Norvasc ). Allo studio hanno preso parte pazienti con 3...(Leggi)
Lo studio ISAR-REACT-2 ( Intracoronary Stending and Antithrombotic Regimen: Rapid Early Action for Coronary Treatment 2 ) ha valutato se Abciximab ( ReoPro ) sia associato a benefici clinici nei pazienti ad alto rischio con sindromi coronariche acute ( ACS...(Leggi)
Lo studio SYNERGY di confronto tra Enoxaparina ( Clexane/Lovenox ) e l’Eparina non frazionata nei pazienti con sindromi coronariche acute ( ACS ), ad alto rischio, ha mostrato che l’Enoxaparina non è inferiore all’Eparina non frazionata nel ridurre la morte...(Leggi)
E’ stato ipotizzato che la sospensione della terapia con le statine durante la sindrome coronarica acuta possa ridurre i benefici del pretrattamento.I Ricercatori del National Registry of Miocardial Infarction hanno compiuto uno studio osservazionale, confrontando le caratteristiche cliniche e demografiche...(Leggi)
L’inibizione della Rho-chinasi permette ai vasi sanguigni di rilassarsi e di aumentare il rifornimento di sangue al tessuto cardiaco. Il Fasudil è un inibitore della Rho-chinasi. Una forma endovenosa del Fasudil è stata approvata in Giappone fin dal 1995 ed...(Leggi)
La Ranolazina esercita il suo effetto antianginoso mediante la parziale inibizione dell’ossidazione degli acidi grassi. I Ricercatori del CARISA ( Combination Assessment of Ranolazine In Stable Angina ) hanno valutato se la Ranolazina fosse in grado di migliorare il...(Leggi)
Sono state studiate le conseguenze della sospensione dei nitrati nei pazienti con malattia coronarica emodinamicamente stabile da almeno 3 mesi e privi di sintomi anginosi. Un totale di 120 pazienti sono stati arruolati. Ad 80 pazienti è stata sospesa la somministrazione di...(Leggi)
Lo studio ha valutato l’effetto del Tirofiban ( Aggrastat ) tra le donne con sindromi coronariche acute. E’ stata compiuta un’analisi post hoc di tutte le donne arruolate nello studio PRISM-PLUS. Nella prima fase era emersa una riduzione dell’endpoint composito primario di...(Leggi)
I Ricercatori dello studio CURE ( Clopidogrel in Unstable Angina to Prevent Recurrent Events ) hanno studiato i benefici ed i rischi di aggiungere il Clopidogrel ( Plavix ) a differenti dosaggi di Aspirina nel trattamento dei pazienti con sindrome...(Leggi)
Uno studio compiuto in Germania ha valutato se un pretrattamento antitrombotico prolungato migliorasse l’outcome ( esito) nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti ad intervento di cateterizzazione. Sono stati ammessi allo studio pazienti con sintomi di angina instabile associata a sottoslivellamento...(Leggi)
Lo studio ha confrontato due eparine a basso peso molecolare, Enoxaparina ( Clexane ) e Tinzaparina ( Innohep ), nel trattamento delle sindrome coronariche acute senza sopraslivellamento ST. Un totale di 438 pazienti è stato assegnato in modo random al trattamento...(Leggi)
L’Ivabradina ( Procoraban ) è un farmaco che riduce la frequenza cardiaca, agendo in modo specifico sul nodo seno-atriale. Appartiene ad una nuova classe , quella degli inibitori della corrente If. Un totale di 360 pazienti con storia di angina cronica stabile...(Leggi)
Il trattamento con l’antagonista del recettore della glicoproteina IIb/IIIa prima e durante l’intervento coronarico nell’angina instabile refrattaria produce un miglioramento dell’outcome (esito) precoce. I Ricercatori del Thoraxcentre dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam in Olanda hanno valutato se l’effetto favorevole dell’Abcixumab perdurasse...(Leggi)
Lo Studio GUSTO IV – ACS ( Global Use of Strategies To Open Occluded Coronary Arteries IV – Acute Coronary Syndrome ) ha valutato gli effetti nel lungo periodo dell’inibitore della glicoproteina IIb/IIIa, Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con...(Leggi)
Lo studio PROSPER ( Prospective Study of Pravastatin in the Elderly at Risk ) ha valutato I benefici della Pravastatina ( Pravaselect , Selectin ) un farmaco ipocolesterolemizzante, nel trattamento delle persone anziane con malattia...(Leggi)
E’ stato dimostrato che i beta bloccanti riducono la mortalità dopo infarto miocardico. Esistono pochi dati riguardo al ruolo dei beta bloccanti dopo intervento coronarico percutaneo ( PCI ). I Ricercatori della Cleveland Clinic Foundation hanno tenuto sotto osservazione...(Leggi)
Lo studio eseguito presso l’Hôpital Européen Georges Pompidou a Parigi , ha confrontato la prevenzione secondaria nei pazienti con sindromi coronariche acute, sottoposti ad intervento coronarico percutaneo ( PCI ) o a trattamento farmacologico standard. Dei 1.394 pazienti...(Leggi)
Una recente meta-analisi ha dimostrato che gli Ace inibitori ed i bloccanti il recettore dell’angiotensina ( noti anche come sartani ) riducono l’incidenza di fibrillazione atriale di nuova insorgenza di quasi il 50%.Tuttavia la capacità degli Ace inibitori e dei...(Leggi)
La fibrillazione atriale si presenta spesso dopo bypass coronarico ( CABG ) e può comportare un aumento della morbidità e della mortalità. Ricercatori tedeschi della Duisburg-Essen University hanno valutato se la somministrazione peri-operatoria profilattica dell’Amiodarone fosse in grado di ridurre l’incidenza...(Leggi)
Medici del Dipartimento di Cardiologia della Medical University of Warsaw in Polonia hanno valutato l’efficacia della terapia antiaritmica sequenziale nel mantenimento del ritmo sinusale dopo cardioversione avvenuta con successo nei pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare persistente.Hanno preso parte allo studio...(Leggi)
Ricercatori canadesi hanno compiuto un’analisi di studi clinici che hanno valutato gli Ace inibitori o i bloccanti il recettore dell’angiotensina, detti anche sartani, nella prevenzione della fibrillazione atriale.Gli Ace inibitori ed i sartani riducono la morbidità e la mortalità nei...(Leggi)
Il trattamento farmacologico per ripristinare e mantenere il ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale rimane controverso.Lo studio SAFE-T ( Sotalol Amiodarone Atrial Fibrillation Efficacy Trial ) ha valutato due farmaci antiaritmici, il Sotalolo ( Sotalex ) e l’Amiodarone (...(Leggi)
Uno studio clinico ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una combinazione di terapia anticoagulante di intensità moderata e di terapia antiaggregante piastrinica nei pazienti con fibrillazione atriale associata a fattori di rischio noti o a stenosi mitralica.Lo studio, eseguito...(Leggi)
Gli studi clinici hanno dimostrato che la terapia antitrombotica nei pazienti con fibrillazione atriale non-reumatica presenta dei vantaggi nel prevenire l’ictus. Tuttavia l’impiego del Warfarin è ancora lontano dall’ottimale. Uno studio retrospettivo su 506 pazienti con fibrillazione atriale parossistica non-reumatica o...(Leggi)
Uno studio ha confrontato l’efficacia e la sicurezza della Flecainide ( Almarytm ) e dell’Ibutilide ( Corvert ) nella cardioversione della fibrillazione atriale. Un totale di 207 pazienti con fibrillazione atriale di recente insorgenza ( < 48 ore ) sono...(Leggi)
Lo studio ALIVE ( Azimilide Postinfarct Survival Evaluation ) ha valutato la sicurezza e l’efficacia dell’antiaritmico Azimilide, nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico. Sono stati studiati 3.381 pazienti post-infartuati, 78% maschi, di età media 60 anni, con...(Leggi)
L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare se l’Ace inibitore Enalapril fosse in grado di migliorare l’esito della cardioversione e facilitare il mantenimento del ritmo sinusale dopo conversione della fibrillazione striale cronica. Un totale di...(Leggi)
Studi clinici hanno mostrato che il Warfarin è molto efficace nel prevenire il tromboembolismo nella fibrillazione atriale. L’obiettivo dello studio eseguito in California è stato quello di verificare l’efficacia e la sicurezza del Warfarin nella...(Leggi)
Lo studio multicentrico SPORTIF III ( Stroke Prevention by Oral Thrombin Inhibitor in Atrial Fibrillation ) ha coinvolto pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare, e con almeno un altro fattore di rischio per l’ictus ( un precedente ictus, una...(Leggi)
Ricercatori del Lown Cardiovascular Research Foundation a Brookline (USA) hanno studiato in modo prospettico 449 pazienti di età compresa tra 40 ed 87 anni, con malattia coronarica cronica, stabile, senza una precedente storia di fibrillazione atriale. ...(Leggi)
Esistono due approcci al trattamento della fibrillazione atriale: uno è la cardioversione e successivo trattamento con farmaci antiaritmici per il mantenimento del ritmo sinusale, mentre l’altro consiste nell’impiego di farmaci che controllano la frequenza a livello del nodo...(Leggi)
Studi clinici con gli Ace inibitori hanno dimostrato che il sistema renina-angiotensina-aldosterone gioca un ruolo nel rimodellamento dell’atrio nella fibrillazione atriale. Uno studio condotto dai Ricercatori dell’Arrhythmia Unit del Ramon y Cajal Hospital all’Alcala University di Madrid ha...(Leggi)
Uno studio prospettico ha valutato l’effetto del pretrattamento con il calcioantagonista Verapamil ( Isoptin ) nella cardioversione farmacologica dopo una recidiva di fibrillazione atriale. Un totale di 83 pazienti con recidiva precoce di fibrillazione atriale sono stati assegnati...(Leggi)
I pazienti con fibrillazione atriale che non rispondono alla terapia farmacologica vengono di norma sottoposti ad ablazione e a terapia con pacing. Tuttavia dopo l’ablazione in un’alta percentuale di pazienti si sviluppa una fibrillazione atriale permanente. Lo scopo...(Leggi)
Dopo un intervento cardiochirurgico l’incidenza di aritmie sopraventricolari rimane alta. Le più comuni aritmie post-operatorie sono la fibrillazione ed il flutter atriale. Diversi studi clinici hanno dimostrato che l’Amiodarone ed il Sotalolo sono entrambi farmaci efficaci nel ridurre la...(Leggi)
La fibrillazione atriale è un fenomeno comune dopo intervento cardiochirurgico con un’incidenza del 10-53%. Recenti evidenze hanno suggerito che l’Amiodarone può fornire un’efficace profilassi contro la fibrillazione atriale in molti pazienti sottoposti ad operazione cardiochirurgica. Lo studio ha...(Leggi)
Le statine riducono l’incidenza di ictus tra i pazienti ad aumentato rischio di malattia cardiovascolare. Lo studio SPARCL ( Stroke Prevention by Aggressive Reduction in Cholesterol Levels ) ha valutato se le statine fossero in grado di ridurre il rischio di...(Leggi)
Le statine, dette anche inibitori dell’HMG-CoA redattasi, riducono il rischio di recidiva di ictus, ma i benefici di questi farmaci nel migliorare l’outcome nei pazienti con ictus acuto rappresentano un campo ancora poco esplorato. Ricercatori dell’ University of Massachusetts Medical School...(Leggi)
In modelli murini è stato osservato che il Magnesio reverte il vasospasmo cerebrale e riduce la dimensione dell’infarto dopo emorragia subaracnoidea sperimentale.Presso l’University Medical Center di Utrecht, in Olanda, è stato compiuto uno studio allo scopo di valutare se il...(Leggi)
L’iperomocisteinemia è un fattore di rischio per l’ictus ischemico e per le fratture osteoporotiche negli uomini e nelle donne anziane.Il trattamento con Folato e con vitamina B12 ( Mecobalamina ) può migliorare l’iperomocisteinemia.Ricercatori giapponesi hanno valutato se il trattamento con...(Leggi)
L’emorragia intracerebrale è associata ad alta mortalità.Tra i pazienti che si sottopongono a tomografia computerizzata ( CT ) entro 3 ore dall’inizio dell’emorragia intracerebrale, un terzo presenta un aumento dell’ematoma, come conseguenza dell’emorragia.Uno studio coordinato da Ricercatori della Columbia University...(Leggi)
L’FDA ( Food and Drug Administration ) dal 2003, sulla base dei risultati dell’Heart Protection Study, prevede l’impiego delle statine nell’ictus e nella malattia cerebrovascolare.Ricercatori dell’UCLA Medical Center di Los Angeles hanno condotto uno studio osservazionale su 100 pazienti con...(Leggi)
Una meta-analisi ha valutato se la riduzione del colesterolo con farmaci, quali le statine, i fibrati, le resine o con la dieta o l’assunzione di acidi grassi n-3, fosse in grado di prevenire l’ictus non fatale e fatale nei pazienti...(Leggi)
C’è una crescente evidenza che l’inibizione farmacologica del sistema renina-angiotensina possa ridurre il rischio di ictus, sebbene non sia chiaro il meccanismo. Un’alterata reattività dei vasi cerebrali è stata recentemente riconosciuta come fattore di rischio per l’insorgenza di ictus. ...(Leggi)
Un’alterata tolleranza al glucosio ( IGT, Impaired Glucose Tolerance ) , una fase pre-diabetica , rappresenta un’importante fattore di rischio per l’aterosclerosi. Nello studio clinico , STOP-NIDDM , l’Acarbosio ( GlucoBay ) , un inibitore...(Leggi)
E’stata compiuta una revisione per valutare la sicurezza dei farmaci antiaggreganti piastrinici ed i benefici dopo l’endarterectomia dell’arteria carotidea interna. Sono stati individuati 6 studi clinici, che hanno coinvolto 907 pazienti. Dall’analisi è emerso che i farmaci antiaggreganti piastrinici riducono...(Leggi)
Lo studio HPS ( Heart Protection Study ) ha valutato l’effetto delle statine, farmaci che abbassano il colesterolo, sull’incidenza dell’ictus. Questo studio con follow-up 5 anni, ha mostrato che la Simvastatina produce una significativa riduzione dell’ictus ischemico. Inoltre la terapia...(Leggi)
La depressione aumenta l’incidenza di mortalità nei 5 anni successivi ad un ictus. E’ stato valutato se il trattamento antidepressivo fosse in grado di ridurre la mortalità post-ictus. Il periodo di osservazione ( follow-up...(Leggi)
Lo Studio SCOPE ( Study on Cognition and Prognosis in the Elderly ) ha valutato se il trattamento antipertensivo con l’antagonista del recettore dell’angiotensina II, Candesartan ( Ratacand ) nei pazienti anziani con pressione arteriosa lievemente-moderatamente elevata potesse...(Leggi)
L’Aspirina ha dimostrato di ridurre l’incidenza di eventi vascolari ( morte per cause vascolari, ictus non fatale, infarto miocardico non fatale ) del 13% nei pazienti con ischemia cerebrale. Ricercatori della University Medical Center di Utrecht...(Leggi)
I Ricercatori del Servizio di Farmacologia del Centro Ospedaliero Universitario Pitie-Salpetriere a Parigi hanno analizzato gli effetti della terapia di riduzione dei lipidi sulla prevenzione dell’ictus. E’ stata condotta una meta-analisi su 83 studi clinici, che...(Leggi)
Nel corso del 28th International Stroke Conference 2003 dell’American Stroke Association , tenutosi a Phoenix in Usa , i Ricercatori del Northwestern Memorial Hospital di Chicago hanno studiato i pazienti che stavano assumendo Aspirina , valutando se i dosaggi...(Leggi)
I risultati dello studio di fase clinica III , AbESTT ( Abciximab in Emergent Stroke Treatment Trial ) , presentato al 28th International Stroke Conference dell’American Stroke Association a Phoenix in Arizona , sembrano aver riaperto una speranza nel trattamento...(Leggi)
L’Atorvastatina ( Lipitor) , un farmaco ipocolesterolemizzante , è in grado di ridurre l’incidenza di ictus del 50% nei pazienti con sindromi coronariche acute. Questo è il risultato di una sottoanalisi dello studio MIRACL ( Myocardial Ischemia Reduction with...(Leggi)
E’ stato pubblicato sul British Medical Journal ( BMJ 2002; 324: 699 ) un’analisi riguardante 9.297 pazienti ad elevato rischio cardiovascolare, che hanno partecipato allo studio HOPE (Heart Outcomes Prevention Evaluation ). In questi pazienti il...(Leggi)
Una meta-analisi ha valutato l’effetto dell’inibizione della glicoproteina IIb/IIIa nell’impianto di stent coronarico in pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ). La meta-analisi è stata compiuta utilizzando i dati degli studi ISAR-2, ADMIRAL ed ACE. L’end point primario...(Leggi)
La riperfusione mediante intervento coronarico transluminale percutaneo ( PCI ) è efficace nel migliorare gli outcome ( esiti ) nei pazienti con infarto STEMI ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST ). Tuttavia, nei pazienti nei quali non si riesce ad ottenere...(Leggi)
I pazienti anziani con infarto miocardico acuto ( IMA ) sono a rischio particolarmente alto di sanguinamento e morte. L’efficacia e la sicurezza delle strategie antitrombotiche in questi pazienti non è chiara. Ricercatori coordinati da Peter R. Sinnaeve dell’University Hospital Gasthuisberg di Lovanio,...(Leggi)
La mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento ST ( STEMI ) rimane alto. Il ruolo dell’aggiunta dei farmaci antitrombotici alla terapia riperfusionale non è ben definito. I Ricercatori dello studio OASIS-6 ( Organization for the Assessment of Strategies for...(Leggi)
Lo studio ADMIRAL ( Abciximab Before Direct Angioplasty and Stenting in Myocardial Infarction Regarding Acute and Long-Term Follow-up ) ha dimostrato che l’inibizione precoce del recettore della glicoproteina IIb/IIIa ( GP IIb/IIIa ) con Abciximab ( ReoPro ) ha migliorato...(Leggi)
Nonostante i miglioramenti nel trattamento d’emergenza dell’infarto miocardico, la mortalità e la morbilità restano alte. L’antiaggregante piastrinico Clopidogrel ( Plavix ) associato all’Acido AcetilSalicilico ( Aspirina ) ha prodotto beneficio nel trattamento delle sindromi coronariche senza sopraslivellamento ST, ma i suoi...(Leggi)
Il rimodellamento ventricolare dopo infarto miocardico acuto è associato ad un’aumentata morbilità e mortalità. Lo studio ELITE II ha mostrato che il Losartan ( Cozaar ), un bloccante il recettore dell’angiotensina II, produce un beneficio sulla sopravvivenza dello stesso grado del...(Leggi)
Resta motivo di discussione l’effetto del pretrattamento con Clopidogrel ( Plavix ) prima di un intervento coronarico percutaneo ( PCI ). Uno studio ha valutato se il beneficio del pretrattamento con Clopidogrel prima di un intervento coronarico percutaneo nei pazienti con...(Leggi)
I benefici di Abciximab ( ReoPro ) nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST ( STEMI ) sono ancora tema di dibattito.Per meglio chiarire il ruolo di Abciximab nei pazienti con STEMI è stata compiuta una meta-analisi.Sono stati analizzati...(Leggi)
L’obiettivo dello studio CREATE è stato quello di valutare il trattamento con Reviparina nei pazienti con infarto miocardico acuto ( AMI ).La Reviparina ( Clivarina ) è un’eparina a basso peso molecolare.I pazienti sono stati assegnati in modo random a...(Leggi)
L’associazione di un Ace-inibitore, Ramipril ( Unipril ), con un bloccante del recettore dell’angiotensina, Candesartan ( Ratacand ), migliora la risposta vascolare e metabolica in misura maggiore rispetto ad un singolo farmaco nei pazienti con ipertensione.Lo studio in cross-over ha...(Leggi)
Il trattamento a base di un bloccante il recettore dell’angiotensina ( sartano ) è in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari e l’ictus in misura maggiore rispetto al trattamento a base di beta-bloccante, nonostante che i due farmaci riducano in...(Leggi)
Uno studio, coordinato da Ricercatori dell’University of Michigan ad Ann Arbor, negli Stati Uniti, ha valutato la sicurezza e l’efficacia dell’aggiunta di Iloprost ( Ventovis ) per aerosol, un analogo della prostaciclina, al Bosentan ( Tracleer ), un antagonista del...(Leggi)
I primi dati di uno studio clinico di fase III hanno mostrato che i pazienti affetti da ipertensione trattati con l’associazione Amlodipina e Valsartan ( Exforge ) vanno incontro a marcata riduzione della pressione sanguigna. Exforge è il primo farmaco antipertensivo...(Leggi)
La preipertensione è considerata un precursore dell’ipertensione stadio 1 ed un predittore di alto rischio cardiovascolare. I Ricercatori dello studio TROPHY ( Trial of Preventing Hypertension ) hanno verificato se il trattamento farmacologico della preipertensione sia in grado di prevenire o...(Leggi)
L’ipertensione è una delle principali cause di insufficienza cardiaca e la precede nel 91% dei casi. Lo studio ALLHAT ( The Anthypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial ) ha valutato l’effetto del Clortalidone, Lisinopril e dell’Amlodipina nella prevenzione...(Leggi)
Uno studio, compiuto da Ricercatori del Grenoble University Hospital ( Francia ), ha confrontato l’efficacia di Candesartan ( Acatand/Ratacand ) 8mg con quella di Losartan ( Cozaar/Lortaan ) 50mg, una volta al giorno per 6 settimane, nei pazienti con ipertensione...(Leggi)
Aliskiren è un’inibitore della renina che viene somministrato per os. Uno studio che ha interessato 672 pazienti con ipertensione lieve-moderata ( definita come pressione diastolica a riposo di 95-110mmHg ) ha valutato diversi dosaggi di Aliskiren ( 150mg, 300mg e 600mg,...(Leggi)
Il Sildenafil ( Viagra ) inibisce la fosfodiesterasi di tipo 5, un enzima che metabolizza la GMP ( guanosina monofosfato ) ciclica, favorendo il rilassamento mediato dalla GMP ciclica e l’inibizione della crescita delle cellule della muscolatura liscia vascolare, comprese...(Leggi)
Uno studio ha valutato l’effetto antipertensivo di un nuovo inibitore della renina, Aliskiren, nei confronti del placebo e di un antagonista del recettore dell’angiotensina II ( sartano ).Lo studio, multicentrico, ha arruolato 652 pazienti con ipertensione lieve–moderata ( pressione diastolica...(Leggi)